di Antonietta Malito
A distanza di un giorno dalla notizia della denuncia di un uomo residente a Cleto per presunto incendio boschivo doloso, interviene pubblicamente il sindaco Armando Bossio, che prende posizione a sostegno del concittadino e della sua famiglia, invitando a evitare giudizi sommari e processi mediatici.
La vicenda era stata resa nota ieri dai Carabinieri Forestali di Aiello Calabro. Secondo quanto riportato dagli investigatori, l'uomo sarebbe stato identificato grazie alle immagini raccolte dai droni impiegati nell'operazione regionale "Tolleranza Zero". Le indagini avrebbero portato alla denuncia del residente con l'accusa di incendio boschivo doloso in relazione a un rogo sviluppatosi nei giorni scorsi nella località Sottana-Savuto, nel territorio comunale di Cleto. Come previsto dalla legge, l'uomo è da considerarsi presunto innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.
Questa sera, attraverso una lunga dichiarazione pubblicata attraverso i social, il sindaco Bossio ha espresso la propria vicinanza al cittadino coinvolto, contestando quella che definisce una vera e propria "gogna mediatica e sociale".
«L'uomo di cui si parla non è il ritratto che sta circolando sui social», scrive il primo cittadino. «È una persona che conosciamo bene. Un padre di famiglia, un lavoratore instancabile, un uomo che da anni dedica tempo, mezzi e sacrifici alla tutela del nostro territorio».
Bossio ricorda come il concittadino sia stato spesso impegnato nelle attività di prevenzione e contrasto agli incendi che ogni estate minacciano la zona. «Chi vive a Cleto sa che ogni estate è tra i primi a intervenire quando il fuoco minaccia le nostre campagne», afferma il sindaco, sottolineando che l'uomo avrebbe più volte collaborato con volontari e autorità senza chiedere nulla in cambio.
Nel suo intervento, il sindaco invita a osservare con attenzione le immagini diffuse nell'ambito dell'indagine. «Basta osservare attentamente le immagini: non si vede una persona che fugge, ma una persona che resta sul posto, monitora la situazione e dispone di un trattore con un'autoclave piena d'acqua», sostiene.
Secondo Bossio, inoltre, i terreni interessati dall'incendio sarebbero stati da anni oggetto di manutenzione e pulizia da parte dello stesso cittadino. «Appare difficile conciliare l'immagine del "piromane" che qualcuno sta diffondendo con quella di una persona che da anni investe tempo, lavoro e risorse per proteggere gli stessi terreni dal rischio degli incendi», osserva.
Pur esprimendo solidarietà al concittadino, il sindaco precisa di avere «il massimo rispetto per il lavoro delle autorità competenti» e ribadisce che saranno gli organi investigativi e la magistratura ad accertare i fatti. «Sarà eventualmente compito delle autorità competenti verificare se vi siano state imprudenze, errori di valutazione o comportamenti non conformi alle norme vigenti», afferma.
Bossio rivela inoltre di aver contattato personalmente l'uomo subito dopo aver appreso della vicenda per manifestargli la propria vicinanza e la disponibilità a testimoniare quanto visto negli anni a favore della comunità.
Il passaggio più netto del suo intervento riguarda però il rifiuto di etichettare il cittadino come incendiario prima della conclusione degli accertamenti. «Da Sindaco, non posso accettare che venga dipinto come un piromane un uomo che per anni è stato tra coloro che hanno contribuito a difendere questo territorio dalle fiamme».
La dichiarazione si conclude con un appello alla prudenza nei giudizi e al rispetto delle persone coinvolte: «La verità merita sempre rispetto. Le persone perbene ancora di più».










