Un’estate rovente sta mettendo in ginocchio i comuni del Savuto, travolti da una doppia emergenza che colpisce nel vivo i bisogni primari dei cittadini. Da settimane, l’intero comprensorio affronta una severa crisi idrica. Rubinetti a secco e turnazioni nell’erogazione sono diventati la nuova normalità in molti paesi, da Parenti a Belsito, da Marzi a Colosimi. A peggiorare la situazione, nella sola Rogliano si è aperto un secondo fronte: quello dei rifiuti.
Le segnalazioni si moltiplicano. Le strade roglianesi vedono l’accumulo di sacchi e cassonetti stracolmi, con odori sempre più intensi e proteste crescenti. Una criticità localizzata che, tuttavia, si somma al disagio più esteso dell’assenza d’acqua, aggravando la percezione di abbandono.
Le cause della crisi idrica sono note: infrastrutture obsolete, perdite nelle condotte, scarse precipitazioni. Le amministrazioni locali chiedono l'intervento della Regione e di Sorical, ma le risposte tardano. Intanto, cittadini e attività commerciali fanno i conti con una gestione quotidiana resa difficile, se non impossibile. “Come si può vivere senz’acqua e con i rifiuti sotto casa?”, chiede una residente di Rogliano, esasperata.
Non si tratta di fatalità ma di conseguenze prevedibili di una manutenzione strutturale mai affrontata. In alcuni centri si è arrivati a ridurre l’erogazione a poche ore al giorno, spesso in fasce orarie notturne. A Rogliano, dove al disagio si aggiunge anche la sporcizia accumulata, cresce la frustrazione. Gli operatori ecologici lamentano ritardi nei pagamenti e disorganizzazione nella raccolta.
Nel silenzio di molti, resta la voce dei cittadini. E quella delle testate locali, che hanno il dovere di documentare, raccontare e, quando serve, alzare il tono.