di  Stefania Pettinato

SCIGLIANO – Con l’arrivo dell’estate, lungo i versanti della Valle del Savuto torna uno degli appuntamenti più attesi da chi conosce e frequenta la campagna: la raccolta dell’origano selvatico.

Tra Scigliano, Carpanzano e i centri vicini, questa pianta aromatica cresce spontaneamente lungo il corso del fiume, nei valloni, sui terreni assolati e nelle zone più asciutte. La sua presenza è particolarmente diffusa in tutta la Valle, favorita dal clima, dall’esposizione al sole e dalle caratteristiche del terreno.

Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, numerose persone raggiungono le campagne per raccogliere i piccoli cespi profumati. È un’abitudine ancora molto sentita, che richiede attenzione e rispetto per l’ambiente: si recidono gli steli senza danneggiare la pianta, lasciando intatta la parte necessaria alla successiva ricrescita.

L’origano del Savuto si distingue per il profumo intenso, il gusto deciso e la qualità delle sue foglie, utilizzate nella cucina calabrese per insaporire pomodori, insalate, patate, carni, pizze, conserve e piatti semplici della tradizione contadina.

Dopo la raccolta, i mazzetti vengono legati e lasciati essiccare in luoghi freschi, asciutti e ben ventilati. Una volta pronti, vengono sbriciolati e conservati in barattoli o sacchetti, così da mantenere a lungo il loro aroma.

Per molte famiglie della zona, la raccolta dell’origano non rappresenta soltanto un modo per procurarsi un prodotto genuino, ma anche un’occasione per trascorrere qualche ora all’aperto, percorrendo sentieri, rive e piccoli appezzamenti conosciuti da tempo.

Nella Valle del Savuto, l’origano è una presenza comune ma tutt’altro che secondaria. È uno di quei prodotti che raccontano la ricchezza naturale del territorio attraverso il profumo e il sapore, senza bisogno di lavorazioni complesse o trasformazioni industriali.

Un’erba spontanea, semplice e preziosa, che ogni estate torna a riempire le campagne e le dispense delle famiglie di Scigliano, Carpanzano e dell’intera Valle del Savuto.

 

STEFANIA PETTINATO
Author: STEFANIA PETTINATO
Biografia:
Maria Stefania Pettinato Vive a Scigliano, è madre di due figli e lavora nel comparto scuola come operatrice addetta alle aziende agricole. Ha studiato come agrotecnico e operatore agrituristico. Il suo mondo ruota attorno alla famiglia, alla natura, all’agricoltura e al silenzio che queste sanno offrire. Dal 2009 al 2023 ha conseguito vari attestati, tra cui: • Corso di potatura dell’olivo a vaso policonico • Tecniche agronomiche di potatura e innesto a vari livelli • Conservazione della biodiversità Ha partecipato a sei campionati regionali calabresi di potatura dell’olivo, classificandosi anche al terzo posto. Nel 2010 è nato il suo sogno: “Antica Fattoria – Azienda Agricola Elicicola di Stefania Pettinato”, dedicata all’allevamento e alla vendita di lumache da gastronomia. Nel 2018 ha avviato anche la produzione di caffè di cicoria, bevanda usata nel periodo di guerra e resa celebre dal commento di Totò come “una ciofeca”... ma che, in realtà, è un caffè salutare e benefico. Sin da bambina, grazie alla fortuna di crescere con i nonni, conosce le erbe aromatiche, selvatiche e officinali: una passione che ancora oggi coltiva preparando tisane, unguenti, oleoliti e creme. È in possesso di patente agricola e forestale, appassionata di trekking e qualificata anche come operatrice socio-sanitaria. Ha frequentato un corso di formazione per volontari della Croce Rossa Italiana. E poi… ama sorridere, essere empatica e vivere profondamente la vita e la terra: godere del sole, della pioggia, della neve e delle stagioni. Ama la vita e la libertà di viverla.


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