ALTILIA – Si è tenuta nei giorni scorsi una dettagliata informativa sui benefici economici approvati dal Governo per interventi sulle abitazioni private. Dopo l’introduzione del sindaco Pasqualino De Rose, è seguita la relazione dell’ingegner Giuseppe Cervarolo, che si è soffermato sulle modalità previste nel bando per la ristrutturazione dei fabbricati e la costruzione di impianti finalizzati al risparmio energetico alla sostituzione degli infissi a lavori antisismici. A seguire l’ingegner Gallucci nella sua qualità di riferimento tecnico del territorio comunale per la fase di progettazione. Diverse sono state le richieste di delucidazioni dei tanti cittadini presenti: in particolare le domande sono state rivolte all’ingegner Cervarolo. All’incontro ha preso parte anche l’ingegner Roberto De Marco, sindaco di Grimaldi, che ha offerto un attento e significativo contributo sul sistema del recupero dei fabbricati.
Nel corso della riunione il sindaco De Rose ha proposto un coordinamento di un gruppo di lavoro per iniziare da subito a operare per le verifiche in tutte le abitazioni. Le adesioni che hanno presentato ufficialmente i cittadini al protocollo dell’Ente a oggi sono una settantina. «Sarà aperta una sede di riferimento nel nostro Comune, - ha dichiarato De Rose, per consentire ai cittadini la presenza di professionisti per garantire informazioni tecniche e amministrative nel corso delle elaborazioni delle pratiche. La nostra proposta è di coinvolgere tutta la comunità e la presenza così numerosa è una chiara testimonianza di consenso all’iniziativa presa. Un obiettivo che vogliamo raggiungere per rendere il nostro borgo più accogliente rispetto al decoro urbano soprattutto in considerazione di un patrimonio antico, ricco di arte, di architettura. Le abitazioni private potranno creare un ambiente più bello per poter consentire al nostro borgo di essere riferimento per percorsi turistici. Nel nostro territorio - ha concluso il primo cittadino - si aprirà a giorni un cantiere di lavoro dove saranno coinvolti operatori locali nei vari ambiti delle lavorazioni».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

Non c'è da perdere altro tempo : si proceda in tempi rapidi ad un pronunciamento popolare sulla istituzione della città unica della area metropolitana cosentina. È un tema che va discusso e affrontato senza steccati politici e pregiudiziali di schieramento. Le affermazioni dei Sindaci di Cosenza e Rende sulla possibilità di realizzare la città unica vanno accolte e non lasciate cadere.Si convochino subito i consigli comunali di Cosenza e Rende e di tutti i comuni della area urbana interessati. Per quanto ci riguarda, questo è stato uno dei punti prioritari del programma elettorale con il quale il PD e il centrosinistra si sono presentati alle scorse elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Cosenza. Di fronte a processi di unificazione urbana che, di fatto, sono ormai compiuti da anni è questa l’unica vera prospettiva per restituire a questo territorio una funzione e un ruolo che sono andati perdendosi negli ultimi anni. La Calabria ha bisogno di una nuova grande città capace di sviluppare nei prossimi decenni processi di forte innovazione e uscire da anacronistiche divisioni municipalistiche. Alla luce di quanto ha evidenziato la pandemia covid diviene sempre più urgente pervenire a nuove forme di organizzazione urbana, partendo da un riordino dei servizi per essere all'altezza di una nuova necessaria domanda sociale.

Gabriele Petrone (Segretario Circolo PD “Centro Storico e Frazioni”
Damiano Covelli (Capogruppo PD Consiglio Comunale di Cosenza)

«Stamattina nella commissione consiliare sanità, ho denunciato la grave situazione che sta verificandosi all’ospedale di Cosenza.
Ancora oggi, le sale operatorie non hanno ripreso a pieno la loro normale attività: le unità operative sono autorizzate infatti ad eseguire una sola operazione a settimana.
Questo allungando inesorabilmente le lista di malati anche con patologie oncologiche e mettendo a serio rischio la vita dei pazienti.
Se la situazione non dovesse tornare alla normalità, ho annunciato di essere pronto a proteste eclatanti, finanche ad incatenarmi ai cancelli dell'ospedale.
Il presidente della commissione sanità e tutta la commissione, condividendo le mie preoccupazioni e sollecitazioni si sono resi disponibili a chiedere un incontro urgente alla Dottoressa Panizzoli, commissario all'azienda ospedaliera, per discutere e superare questa situazione drammatica che si è venuta a creare.
Non è accettabile che mentre in Calabria giustamente si riaprono bar, paninoteche e discoteche, negli ospedali non sia consentito curare e operare chi ne ha urgentemente bisogno».

APRIGLIANO – Alessandro Porco, sindaco del paese presilano, è fortemente critico sulle scelte attuate per la Scuola in tempo di Covid.
«Quando parleremo ai posteri di ciò che è stato il tempo del coronavirus, - ha dichiarato - lo faremo ricordando i morti a causa del contagio e la mortificazione che ha subito l'istituzione scolastica. Dovremo dire che nella lenta ripresa delle attività si è data priorità al profitto e al mercato, sono state programmate la riapertura delle attività ricreative e ludiche, il campionato di calcio, le discoteche, che pure hanno la loro ragion d'essere, ma nulla si è fatto per la ripresa delle attività scolastiche. La scuola, in questo lungo periodo, è stata rimpiazzata da monitor e tablet, dimenticando che oltre a essere il luogo della formazione e della cultura è anche socializzazione. Trascorsa la necessaria fase uno, sarebbe stato opportuno, così come negli altri Stati europei, che anche in Italia la fase due si fosse caratterizzata per la riapertura delle scuole; così non è stato. Così non è ancora nella fase tre e non si intravede all'orizzonte alcuna programmazione. Tutto ciò - ha concluso il sindaco di Aprigliano - è vergognoso».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

BELSITO - Il sindaco Antonio Basile chiede che il finanziamento per il ripristino del tratto della provinciale 245 già da tempo assegnato dalla Regione alla Provincia venga sboccato.
Basile, in seguito all’ennesimo incidente sull’A2 verificatosi venerdì scorso, - incidenti che comportano con la chiusura dell’autostrada le deviazioni del traffico sulle provinciali 57 e 245 - rivolge un appello al presidente della Provincia, Franco Iacucci, affinché prenda in mano la situazione e imprima una decisa accelerazione alle procedure.
«Da tempo - spiega Basile - è stata bandita la gara per la progettazione dell’opera ma ancora non è stata assegnata. Dopo occorrerà predisporre il progetto e quindi la gara per i lavori. Non è possibile che passi così tanto tempo, i soldi ci sono e vanno spesi al più presto. Va anche messa in cantiere la sistemazione delle altre strade provinciali in primis la Belsito-San Pietro lunga poco meno di due km, che versa in uno stato di quasi abbandono sia nella pulizia che nella manutenzione della sede stradale, e che rappresenta un concreto pericolo alla pubblica incolumità per chi la percorre. Infine - conclude Antonio Basile - è necessario che venga messo nell’agenda regionale, ma sopratutto nazionale, l’ammodernamento del tratto Altilia-Rogliano dell’autostrada: non siamo contrari a priori ad altre opere infrastrutturali ma questa è di assoluta preminenza».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

Nel corso del Consiglio regionale sulle dichiarazioni programmatiche illustrate dalla presidente Jole Santelli, avevamo annunciato una proposta di legge per la razionalizzazione delle attività delle Aziende del servizio sanitario regionale calabrese, vista anche la convergenza che si era registrata in Aula”. È quanto afferma il consigliere regionale Carlo Guccione che, insieme agli altri consiglieri regionali del Gruppo Pd, Domenico Bevacqua, Nicola Irto, Libero Notarangelo, Luigi Tassone, ha presentato oggi la proposta di legge “Misure di razionalizzazione delle attività delle Aziende del servizio sanitario regionale”.
“In questa proposta i presidi territoriali per acuti (Spoke) vengono scorporati dalle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e sono attribuiti alle Aziende ospedaliere che operano nel rispettivo territorio. La proposta di legge – spiega il consigliere Guccione - è volta a garantire un’integrazione più efficace delle reti clinico-assistenziali e a favorire la collaborazione multidisciplinare tra professionisti al fine di uniformare i comportamenti clinici funzionali e a garantire un miglioramento complessivo in termini di efficienza, continuità assistenziale, sicurezza, qualità e sostenibilità economica dei servizi”.
In sostanza attraverso questa proposta di legge “potremmo migliorare la qualità delle prestazioni ospedaliere e ottimizzare le risorse economiche. Quindi il nuovo assetto istituzionale organizzativo previsto nella proposta di legge – dichiara Carlo Guccione - tende a favorire la nascita di un sistema ospedaliero per acuti caratterizzato da una più efficace integrazione e da una migliore regolazione dell’accesso iniziale del paziente evitando così trasferimenti e spostamenti successivi.
La Calabria, secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, si piazza all’ultimo posto in classifica con appena 1,95 posti letto ogni mille abitanti; in Emilia 3,14 posti letto ogni mille abitanti, in Friuli 5,02. Il numero di posti letto totali in Italia è di 3,2 ogni mille abitanti.
La spesa sanitaria pro-capite in Calabria è di 200 euro in meno per abitante rispetto alla media nazionale. Lo Stato versa nelle casse calabresi quasi 200 milioni in meno all’anno. Anche per questo è importante aprire una nuova fase di riorganizzazione del sistema sanitario regionale che deve servire a migliorare soprattutto la sanità territoriale, dando alle Aziende sanitarie provinciali il compito di costruire una rete territoriale attualmente inesistente, sgravandosi dalla gestione degli ospedali. L’idea dello scorporo degli ospedali Spoke va proprio in questa direzione”.
“Le risorse umane, strumentali e finanziarie relative ai presidi ospedalieri per acuti – è scritto nella proposta di legge a firma Guccione, Bevacqua, Irto, Notarangelo e Tassone - sono trasferite alle Aziende ospedaliere che subentrano nei rapporti giuridici attivi e passivi. I direttori generali delle aziende interessate alla riorganizzazione operano una ricognizione congiunta dei reciproci rapporti e l’imputazione dei relativi oneri economici da sottoporre all’approvazione della Giunta regionale. L’integrazione dei presidi ospedalieri Hub e Spoke dà vita alle Aziende ospedaliere provinciali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria”. La proposta di legge, composta da quattro articoli e la sua approvazione non implica alcun onere finanziario per l’amministrazione regionale, prevede che le procedure concorsuali siano svolte su base regionale.
“La nostra è una proposta di legge aperta al confronto e alla discussione – sottolinea il consigliere regionale Carlo Guccione – ma non bisogna perdere tempo e avviare l’iter per dare il via a una nuova riorganizzazione della sanità calabrese, facendo tesoro anche delle inefficienze e di tutto quello che è emerso nella gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Appena sarà assegnata la Commissione consiliare competente si avrà modo, attraverso le audizioni di tutti i soggetti interessati, di approfondire e accogliere eventuali modifiche migliorative alla proposta di legge.
Crediamo siano ormai maturi i tempi per la nascita delle Aziende ospedaliere provinciali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, certi che contribuirebbero a realizzare una più efficiente e migliore sanità ospedaliera”.

È in via di pubblicazione il decreto della Regione che, nelle prossime ore, procederà al trasferimento in favore dei Comuni calabresi di 10 milioni di euro. L'obiettivo annunciato è quello di sostenere le famiglie più fragili.
L’iniziativa, che si caratterizza come primo passo di un intervento finanziariamente più corposo, è curata dal Dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche Sociali, nell’ambito del pacchetto “Riparti Calabria”, definito e presentato agli inizi di Maggio dalla giunta regionale presieduta da Jole Santelli.
A promuovere e coordinare la specifica misura, l’Assessorato regionale al welfare, guidato da Gianluca Gallo. In particolare, coi fondi ritagliati nel Pac Calabria 2014-2020-Asse 10 “Inclusione Sociale” – Obiettivo specifico 9.1, si punterà a soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali dei nuclei familiari in stato di necessità, con priorità accordata ai soggetti (residenti in Calabria) non già beneficiari di sostegno pubblico, per garantire il diritto al sostentamento alimentare alla platea più ampia possibile di cittadini segnati dalle conseguenze della pandemia.
Pertanto, mezzo milione d’euro sarà riservato per l’erogazione di buoni spesa in favore di famiglie al cui interno vi sia la presenza di persona con disabilità.
«Già nei prossimi giorni - spiega in una nota l’Assessore Gallo - la Regione procederà alla stipula di convenzioni con i Comuni, per far partire così gli avvisi pubblici attraverso i quali, da parte degli stessi Comuni, saranno individuate le famiglie cui assegnare, quale contributo una tantum, un buono spesa. Quest’ultimo, a seconda del numero dei componenti del gruppo familiare, potrà arrivare fino ad un massimo di 500 euro, 550 in caso di presenza di bambini di età inferiore ai 3 anni, da spendere per l’acquisto di generi alimentari, farmaci e parafarmaci, prodotti per l’igiene, beni di prima necessità. La priorità - prosegue - sarà accordata alle famiglie che non abbiano beneficiato di sostegno pubblico o che comunque nel periodo di lockdown, tra il 9 Marzo ed il 3 Maggio scorsi, abbiano percepito tali aiuti o altri redditi in misura non superiore alla cifra di 780 euro. In seconda battuta, compatibilmente con le risorse disponibili, si provvederà ad assicurare i buoni anche a famiglie o persone comunque in stato di bisogno, in base all’Isee. Tra le situazioni di disagio da prendere in considerazione - continua - rientreranno gli effetti economici negativi, anche temporanei, legati all’emergenza Covd 19, come ad esempio la perdita o la riduzione del lavoro senza attivazione di ammortizzatori sociali o l’impossibilità di percepire reddito derivante da prestazioni occasionali o stagionali o intermittenti, per effetto della contrazione delle chiamate. Uno strumento, dunque, per accordare forme di sostegno a strati sociali sin qui esclusi del tutto o quasi da ogni aiuto, e che va ad aggiungersi ai provvedimenti in favore degli studenti universitari fuori sede, tassello di un mosaico più ampio che è indispensabile ricomporre con spirito di solidarietà e senso di responsabilità per tutelare al massimo i calabresi».

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