“La cultura politica della mia compagine amministrativa è radicalmente legata ai valori espressi dalla nostra Costituzione democratica e antifascista. Respingo ogni accusa che possa porre in dubbio il nostro credo politico che, storicamente, appartiene a ciascuno dei componenti dell’Amministrazione comunale e complessivamente a tutta la squadra.
Respingo al mittente la volontà di spiegare un regime che ha negato la libertà agli Italiani e ritengo che la spiegazione vada rivolta a chi la propone, perché tutti quanti noi sul punto abbiamo idee ben chiare e consolidate.
Lanciare sassi e poi pretendere che i destinatari li subiscano senza repliche è cosa che lasciamo alla valutazione dei nostri Cittadini. Dico solo, in tutta responsabilità istituzionale, politica, culturale e personale, che non è questo il momento di innescare polemiche e di scadere in personalismi.
La popolazione è alle prese con una grave emergenza, che la Istituzione comunale, nel suo complesso, è chiamata a governare con il massimo impegno e con spirito solidale, perché solo così è possibile dare le risposte giuste ai problemi che abbiamo davanti.
Ancora un volta, mi appello alla maturità democratica di tutte le forze più rappresentative della Città affinché ciascuno dia il proprio costruttivo contributo in direzione di una ripresa, che sarà difficile, soprattutto in termini socioeconomici.
Si prospettano problematiche che richiedono il concorso e la partecipazione di tutti, nessuno escluso. Anticipare ora la campagna elettorale prevista per il prossimo anno mi pare la cosa meno saggia da fare. Ci saranno tempi e modi per un confronto aperto e leale di fronte al quale i Cittadini saranno chiamati ad esprimersi.
La crisi attuale sconsiglia posizioni di strumentale contrasto. Io non risponderò a polemiche e pregherò i miei Amici di fare lo stesso, a meno di ulteriori prese di posizioni che non siano in linea con una impostazione di assoluto rispetto verso i Cittadini.
Sin qui, l’Amministrazione e la macchina comunale, in condizioni di obiettiva emergenza, hanno cercato di fare, con tutte le loro forze residue, tutto quello che è stato possibile fare.
Colgo l’occasione per ringraziare tutta la mia compagine, presidente del consiglio comunale, assessore vicario, vicesindaco, assessori e consiglieri, e a tutto il personale del Comune, per gli sforzi immani che in questa fase drammatica della nostra storia hanno messo in campo, con enormi sacrifici, per garantire il buon andamento delle attività amministrative.
Appena le mie condizioni me lo consentiranno, promuoverò una larga consultazione propositiva tra le componenti consiliari, le associazioni e tutti i cittadini di buona volontà, nella quale ciascuno sarà invitato a presentare idee e progetti in un quadro di mobilitazione che dovrà consentire la coesione sociale e la ripresa dei livelli socioeconomici a beneficio della nostra Comunità.
Una Comunità provata dall'emergenza epidemiologica e dalle conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”.

 

 

MALITO – L’articolo che oggi abbiamo voluto dedicare al cittadino malitese Tonino Pirozzo, ha riscosso l’apprezzamento del sindaco, il dottore Francesco De Rosa, che ringrazia pubblicamente. Queste le sue parole: «Brava Antonietta Malito. Ha ricordato – scrive il primo cittadino - una persona perbene e leale come “il compagno” Tonino Pirozzo, che ha sempre creduto nei suoi ideali e li manifesta col suo piccolo megafono, che tornerà a diffondere una canzone di grande impatto emotivo e morale come “Bandiera Rossa”». Tonino Pirozzo, lo ribadiamo per chi non lo conoscesse, il primo maggio di ogni anno attraversa con la sua automobile le strade di Malito e dei comuni limitrofi, Grimaldi e Maione, sventolando con orgoglio la bandiera rossa e diffondendo ovunque le note della canzone popolare che inneggia alla libertà.

GRIMALDI – In merito all’ordinanza firmata alle 22 di ieri dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli, interviene il consigliere di minoranza Attilio Rino (Il Sogno per Grimaldi), che scrive una lettera al sindaco Roberto De Marco. Nella missiva, Rino propone al primo cittadino di allinearsi ai numerosi sindaci del Savuto che si sono immediatamente dichiarati contrari all’ordinanza in questione, con la quale la governatrice ha aperto, da oggi, bar, pizzerie, rosticcerie e mercati all’aperto, anticipando la data prevista dal decreto maggio 2020 (ovvero il Dpcm del 26 aprile). «Propongo – scrive il consigliere rivolgendosi a De Marco – che anche il nostro comune si allinei alla scelta dei numerosi sindaci del Savuto, che hanno detto “no” all’ordinanza della Santelli, affermando che resteranno pedissequamente applicate le norme contenute nel Dpcm del Governo Conte. Propongo altresì – continua Rino - in questi pochi giorni che ci separano dalla data del 4 maggio, di concordare con gli operatori interessati una serie di incontri preparatori per un’apertura degli esercizi gestita al meglio, che dia massima garanzia agli utenti e al personale addetto». Sorpreso, come tanti, dall’inattesa decisione del presidente della Regione, definita dallo stesso Conte “improvvida e illegittima”, il consigliere di minoranza, chiede inoltre al primo cittadino di Grimaldi «un confronto con i sindaci del territorio, affinchè si possa giungere tutti insieme ad assumere la stessa decisione, confermare cioè quanto previsto dal Dpcm del 26 aprile».

COSENZA -  L’approvazione da parte della Giunta regionale del Bilancio deve essere l’occasione per discutere ora in Consiglio regionale del Documento contabile da affiancare a un Piano strategico che riprogrammi tutte le risorse comunitarie disponibili dell’attuale programmazione, ma anche quelle non utilizzate e che riguardano il periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013. I due provvedimenti devono essere licenziati dal consiglio regionale contestualmente.

Queste risorse devono essere integrate ai fondi che l’Europa incomincia a mettere a disposizione degli Stati e quelli che il Governo ha stanziato in riferimento alla liquidità delle imprese e al decreto che, subito dopo Pasqua, sarà approvato e che includerà misure di contrasto alla disoccupazione e il finanziamento del reddito di emergenza per tutti coloro i quali non hanno alcun sostegno.

Nel mese di dicembre il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel comunicare lo stato dell’arte delle spese comunitarie alle Regioni, ha segnalato che del Fondo sociale europeo disponibile per la Calabria, pari a 339,12 milioni di euro, rimangono ancora da utilizzare oltre 250 milioni. Ecco perché è fondamentale riprogrammare, velocizzare e sburocratizzare l’utilizzo delle risorse comunitarie. Risorse ferme da anni e che potrebbero permettere di avere a disposizione della Calabria circa un miliardo e mezzo.

Pensiamo anche alle risorse già disponibili e non utilizzate per due misure: “Garanzia Giovani” e “Dote Lavoro e inclusione attiva”. 

Per Garanzia Giovani nel 2017 furono pubblicati due bandi: uno da 13milioni e 500 mila euro finalizzato a soggetti privati per promuovere tirocini con l’obiettivo di avvicinare i giovani al lavoro e di contrastare il fenomeno di NEET. L’altra misura, sempre bandita nel 2017, è Dote lavoro e inclusione attiva, tesa a sostenere l’inserimento e/o il reinserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati con uno stanziamento di oltre 67 milioni di euro.

La Regione rapidamente deve provvedere al pagamento delle indennità spettanti a colori i quali hanno usufruito sia del programma di Garanzia giovani che della misura di Dote lavoro e inclusione attiva per poi procedere alla riprogrammazione dei fondi inutilizzati che ammontano a decine di milioni di euro.

Considerando che esiste la disponibilità finanziaria per avviare le procedure dei pagamenti, bisogna chiudere con la massima celerità queste procedure di pagamento delle indennità maturate dai disoccupati e dagli enti privati accreditati per i servizi al lavoro e alle politiche attive che pur avendo rendicontato ancora ad oggi non hanno visto effettuato alcun pagamento.

Subito si apra un confronto su questi temi: il Documento contabile della Regione Calabria deve essere accompagnato necessariamente da un Piano strategico di riprogrammazione di tutte le risorse comunitarie disponibili, per sostenere settori strategici quali l’agricoltura, il turismo e l’ambiente.

Carlo Guccione
Consigliere regionale Gruppo Pd

GRIMALDI – Sulle risorse da assegnare alle famiglie, in termini di buoni sconto per la spesa, interviene il consigliere di minoranza Attilio Rino (Il Sogno per Grimaldi), che suggerisce al sindaco Roberto de Marco la costituzione, in tempi brevi, di una commissione straordinaria. La stessa «dovrà provvedere – sostiene il consigliere – a definire tutte le procedure per l’accesso ai benefici, anche al fine di dare un supporto all’ufficio comunale preposto».
Rino, in una lettera inviata oggi al primo cittadino di Grimaldi, fa riferimento all’ordinanza della Protezione civile n.658 del 29 marzo scorso, che dispone “Risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare”.

Essa prevede – lo ricordiamo - l’assegnazione di 400 milioni di euro, ripartiti fra i vari comuni italiani, che consentiranno ai sindaci di fronteggiare l’emergenza coronavirus, distribuendo buoni spesa o generi alimentari di prima necessità a chiunque ne abbia bisogno. Nello specifico, i fondi destinati al comune di Grimaldi ammontano complessivamente a euro 15.162,18 e aiuteranno molte famiglie ad affrontare questo drammatico periodo.

Al fine di velocizzare i tempi e agevolare i destinatari di questi benefici, Rino scrive: «Poiché le risorse devono essere erogate con urgenza e con un vaglio preventivo molto semplificato e flessibile, da parte dei servizi sociali comunali, propongo la costituzione di una commissione straordinaria; di aprire un conto corrente dedicato, sul quale possano essere raccolti contributi volontari che andranno ad aumentare i fondi a disposizione; di avviare opportune collaborazioni con la Caritas diocesana e con le associazioni del territorio che gestiscono interventi del banco alimentare; di esporre ai commercianti locali la possibilità di applicare uno sconto sui buoni spesa».

CORIGLIANO-ROSSANO –«La fase di ripartenza dopo l’emergenza coronavirus sarà il momento più importante e delicato mai affrontato in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi. Per far ripartire il mondo dell’economia e del lavoro servono, da un lato, le decisioni forti assunte appena ieri dal governo che ha messo in campo 400miliardi di liquidità per le aziende piccole, medie e grandi; dall’altro – soprattutto al Sud - serve una grande campagna di investimento pubblico per la realizzazione di grandi opere. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il premier Conte e nelle ultime ore anche il viceministro ai trasporti Giancarlo Cancelleri. E lo Stato è pronto ad investire anche in Calabria seguendo un modello che è quello di Genova».

 È quanto dichiara la portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Elisa Scutellà, commentando le indicazioni date dal Governo per programmare la fase di ripartenza post emergenziale.  

 «Il modello Genova – dice Elisa Scutellà - deve diventare il modello Italia. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e lo rilanciamo con fermezza oggi guardando al prossimo futuro. Quel modello dimostra come il nostro Paese, quanto più è colpito più sa fare squadra e sa rialzarsi, per ritornare più forte di prima. Ed è questa la strada da percorrere per la Calabria: sia sul fronte dell’efficienza che dell’immediatezza delle azioni. Nella nostra regione servono investimenti strutturali e serve far partire subito le nuove opere. Sbloccare cantieri consente di iniettare liquidità nei territori, procedere a nuove assunzioni e creare nuovi innesti nella nostra economia, già duramente provata; soprattutto in un’area che, in questo momento, sta subendo oltre ad una grave emergenza sanitaria anche un ulteriore deficit economico».

 «Incipit importante e fondamentale – precisa la deputata - per anticipare la crisi economica all’orizzonte è investire sulla rete ferroviaria calabrese attraverso l’alta velocità e far partire le opere già interamente finanziate a partire dai lavori della SS 106 jonica. Ritengo pienamente condivisibile e apprezzabile la proposta avanzata dal viceministro al Mit, Giancarlo Cancelleri di velocizzare i lavori delle opere pubbliche già inserite nei contratti di programma dell’Anas e della Rete ferroviaria attraverso una procedura di semplificazione di tempistiche e modalità. Dico di più, bisognerà avere il coraggio, nel prossimo futuro, di programmare e finanziare nuove grandi opere in zone come la Sibaritide dove c’è il deserto dei servizi. Sappiamo che nelle opere pubbliche i tempi della burocrazia, in ogni fase, costituiscono un fardello che negli anni ha provocato degli stalli indicibili a discapito della rete viaria calabrese con migliaia di cittadini che quotidianamente percorrono le nostre strade tra imponenti difficoltà e poderosi rischi. Cosi come ci sono altrettanti viaggiatori che si ritrovano spesso a dover intraprendere “viaggi delle speranza” per raggiungere i luoghi di lavoro».

 «Quanto proposto dal viceministro Cancelleri al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia – aggiunge Scutellà - sulla scorta di un modello Genova da emulare, dimostra che anche in un tempo buio per la nostra salute e per la nostra economia un quadro di rinascita parte anche e soprattutto dalle opere pubbliche, assicurando – conclude - nuovi posti di lavoro e le basi del rilancio dell’economia per ricominciare con il piede giusto».

Il Presidio Ospedaliero Beato Angelo di Acri come tutti gli ospedali della Regione Calabria possiede una tenda PRE-TRIAGE che garantisce la prevenzione dell'infezione da COVID-19 ed evita l'ingresso nella struttura di pazienti sospettati di essere infetti che vengono sottoposti ad anamnesi con conseguente stabilizzazione dei parametri vitali. A tutt'oggi – scrive Pietro Molinaro consigliere regionale della Lega  in una lettera indirizzata al Commissario dell’Asp di Cosenza dott. Zuccatelli, al responsabile ufficio di Sicurezza dott. Pignataro e al dott. Cozzolino direttore sanitario del nosocomio, mi giungono segnalazione che la tenda  è accessibile al pubblico H12, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 ed'è priva delle apparecchiature medicali necessarie per garantire regolare assistenza. L’ospedale di Acri - continua - pur essendo classificato come ospedale di zona disagiata è l'unico punto di riferimento per il vastissimo comprensorio territoriale costituito da oltre 60.000 persone. In considerazione di tutto ciò, Molinaro fa presente che, con la chiusura dell'accesso alla tenda nella fascia oraria notturna non si può garantire il rispetto delle direttive di prevenzione prescritte dall'Azienda Sanitaria, per cui tale gestione oltre a mettere a grave rischio l'incolumità del personale sanitario operante nella struttura costituisce motivo di rischio anche per il diritto e la salvaguardia della salute dell'intera cittadinanza.

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