Oggi, 9 maggio, è il 32° anniversario della morte, per mano mafiosa, di Peppino Impastatom che ha immolato la sua vita per la sua battaglia contro lo strapotere mafioso.
Fondatore di Radio Out venne insignito all'iscrizione all'albo dei giornalisti dopo la sua morte. E Peppino Impastato a pieno titolo fu un vero giornalista che amava dire la verità.
Ma non è solo Peppino Impastato che per amore della verità e per il coraggio della denuncia ha perso la propria vita. Nove sono stati i giornalisti uccisi dalle mafie che vogliamo ricordare per il rispetto della Memoria e in occasione dell'anniversario di Peppino Impastato. Nove storie diverse ma accomunate da un comune tragico destino e dalla comune esigenza di verità.
Dal primo omicidio che risale al lontano 5 maggio 1960 di Cosimo Cristina, collaboratore con "L'Ora"di Palermo all'omicidio di Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano di Catania "La Sicilia" avvenuto l'8 maggio 1993. Il cadavere di Cosimo Cristina venne trovato in una galleria ferroviaria ed archiviato quale "suicidio". Solo dopo alcuni anni il vicequestore Angelo Mangano, divenuto in seguito famoso per l'arresto di Luciano Liggio, volle indagare richiedendo l'esumazione del cadavere per supportare la tesi che non fosse suicidio ma omicidio: Un mistero fra i tanti misteri non risolti della Madonie di Sicilia. Pochi giorni prima di morire Cristina pubblicò un articolo su un periodico autoprodotto"Prospettive Siciliane" nel quale ricostruì un delitto di mafia avvenuto a Termini Imerese. Il 16 settembre 1970 viene prelevato sotto casa a Palermo Mauro De Mauro. Da allora scomparve nel nulla. Cronista di razza, per conto del quotidiano del pomeriggio, "L'Ora" di Palermo, venne eliminato molto probabilmente perché aveva scoperto la verità sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell'Eni schiantatosi nel 1962 con il suo aereo nelle campagne di Bescapè, con una dinamica dai mille misteri. Aveva appena pubblicato una interessante inchiesta sui rapporti fra mafia e gruppi eversivi. Alcuni pentiti di 'ndrangheta affermarono che il corpo del giornalista era stato seppellito sull'Aspromonte, ma non è stato possibile a tanti anni di distanza, verificarne l'attendibilità.
Giovanni Spampinato, giornalista de "L'Ora" e "L'Unità" ad appena ventidue anni è stato ucciso il 27 ottobre 1972 mentre era impegnato a far conoscere con le sue brillanti inchieste l'intreccio di affari, trame neofasciste e malavita nella città di Ragusa. Per il suo omicidio venne condannato Roberto Cambria , figlio di un alto magistrato, allora Presidente del Tribunale di Ragusa. Il 9 maggio 1978, nello stesso giorno in cui venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro, venne rinvenuto il corpo dilaniato da un'esplosione di Peppino Impastato, che venne ucciso dalla mafia anche per la sua attività di denuncia condotta con "Radio Out". Mario Francese, cronista giudiziario de "Il Giornale di Sicilia", venne freddato la sera del 26 gennaio 1979. Fu il primo giornalista a denunciare la pericolosità dei corleonesi di Totò Riina. Dopo ben 22 anni, nel 2001, sono stati condannati i componenti della cupola che decisero l'eliminazione dello scomodo giornalista. Riina, Madonia, Bagarella, Calò, Geraci, Farinella e Greco, l'intero vertice di Cosa Nostra.
Giuseppe Fava, giornalista, venne assassinato il 5 gennaio 1984 nei pressi del Teatro Bellini di Catania. Aveva fondato "I Siciliani", un giornale aggressivo che attaccò frontalmente i grandi gestori degli appalti di Catania, in odor di mafia. Il 25 settembre 1985 viene eliminato dai sicari della Camorra, Giancarlo Siani a soli ventisei anni. Corrispondente de "Il Mattino" di Napoli aveva denunciato alcuni traffici di Torre Annunziata. Per la sua morte sono stati condannati quali mandanti i boss Valentino Gionta e Angelo Nuvoletta. Il 26 settembre 1988 nelle campagne di Lenz, frazione di Valderice in provincia di Trapani, viene freddato Mauro Rostagno. Molte le ipotesi che hanno accompagnato i vari filoni di indagine anche per la complessa personalità di Rostagno, ma, alla fine si è indagato sulla responsabilità di personaggi di mafia come Vincenzo Virga e Mariano Agate, infastiditi per le denunce che Mauro Rostagno diffondeva con la conduzione di una trasmissione televisiva inonda su una emittente privata trapanese.
L'8 gennaio 1993 cadeva sull'altare della lotta contro i poteri mafiosi Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano"La Sicilia" da Barcellona Porto di Gozzo, un popoloso comune del parco dei Nebrodi in provincia di Messina. Ebbe il coraggio di pubblicare i lati oscuri dei grandi appalti pubblici dell'asse Messina– Palermo. Nove vite spezzate nel nome della verità. Nove storie da non dimenticare. Contro chi vuole un giornalismo imbavagliato ed ossequioso al potere. Nove icone per un mondo migliore. Un mondo possibile. Contro l'oblio e l'indifferenza.

 

 

Continua senza sosta il lavoro certosino portato avanti dalle associazioni "Montoro" e "La Fontana" a Rogliano, in provincia di Cosenza. La guerra al covid-19 non arretra di un millimetro. Per contrastare la diffusione di questo virus invisibile, i volontari  sono impegnati da settimane in una dura battaglia su tutto il territorio della valle del Savuto.  Indumenti per il lavoro, camici, occhiali, mascherine, questo il perimetro di azione ben definito  dal lavoro svolto, in questa mattinata, dalle associazioni. Il presidente Amedeo Lico, della "Montoro", e il collega Leonardo Citino, associazione "La Fontana", sono impegnati  in una distribuzione capillare, ancora in corso, di questi dispositivi di sicurezza ai medici, presso i presidi ospedalieri.  

Ingredienti per 4 persone
320 g di pennette rigate
250 g di cuori di carciofi
1 limone
2 o 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cipollotto
100 g di pancetta
2 o 3 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato
Sale q.b.
Pepe nero q.b.
1 ciuffo di prezzemolo


Preparazione
Togliete le foglie più dure dei carciofi, tagliate le punte, divideteli a metà, eliminate la barbetta centrale e tagliateli a spicchi. Man mano che li pulite immergeteli in una ciotola di acqua con il succo di un limone.
In una padella versate l’olio e fate rosolare il cipollotto tritato con la pancetta; aggiungete i carciofi, fateli insaporire per qualche minuto, mettete il sale, dopo copriteli con l’acqua e lasciateli cuocere per circa 15-20 minuti.
Fate cuocere le pennette in abbondante acqua salata.
Nel frattempo, in una ciotola mescolate le uova con il formaggio grattugiato, il sale e il pepe.
Scolate la pasta al dente, versatela nella padella contenente i carciofi, aggiungete le uova con il formaggio grattugiato, il pepe nero e mescolate bene. Infine cospargete di prezzemolo tritato e servite.

 

 

È tra i concittadini emigrati che rappresentano al meglio l'identità grimaldese. Mario Cuzzetto, è un vulcano di idee tutte mirate a far conoscere il meglio della Calabria: numerose sono le iniziative che portano alto il nome della nostra regione. Per due anni consecutivi, nel mese di agosto, una delegazione della città piemontese guidata da Mario e composta da amministratori e artisti, si è recata in paese avendo modo di conoscere le caratteristiche e le bellezze del nostro borgo. Cuzzetto, oltre che per la innata simpatia, che traspare subito dal sorriso, è conosciuto per essere presidente della delegazione alessandrina dell'Accademia nazionale del peperoncino, di cui è un vero e proprio cultore. Non mancano nel suo curriculum le conoscenze con politici, attori, cantanti e calciatori: con ognuno ha una foto ricordo.

- Mario, cosa ricordi della partenza e della nuova vita
«A 14 anni sono partito con la famiglia non rendendomi pienamente conto di dove sarei andato, ma sicuramente dispiaciuto di lasciare il paese, parenti e amici. Il primo impatto con la città di Alessandria, è stato negativo per il tanto freddo, e soprattutto per la nebbia; abitavo in centro, in una casa che aveva il bagno in comune. Essendo adolescente avevo alti e bassi, in un mo-mento mi sentivo accolto, in un altro escluso, ma non ho subito eccessivamente le discriminazioni nei nostri confronti. Poi, eravamo e siamo in tanti delle regioni meridionali in Piemonte».

- Cosa ti mancava del paese che avresti voluto avere nella città piemontese?
«L'accoglienza. La nostra casa giù era sempre aperta, c'erano spesso ospiti a pranzo o a cena, invece qui l'invito andava fatto molto tempo prima. Ad Alessandria, volevo e vorrei ancora più calore, quello che c'è al Sud, e che si superassero i luoghi comuni sui calabresi; tra i miei impegni c'è sempre quello di organizzare eventi che ricordano la nostra cultura, che una volta conosciuta viene molto apprezzata».

- Ogni anno, in estate, con la famiglia ritorni a Grimaldi.
«È un legame forte, la mia mente è sempre al mio paesino, ritrovo quei contatti umani che ho lasciato da piccolo, e torno a respirare quell'aria pulita che scende dalla nostra montagna. Ad Alessandria, tra l'altro, a testimonianza del legame con la mia terra, abbiamo fondato il gruppo folkloristico "Santa Lucerna-Grimaldi". Con un gruppo di amici, appena arrivo in Calabria, programmiamo delle escursioni sul territorio, e devo dire che le sorprese sono sempre tante, e che mi riportano alla mia fanciullezza. Siamo ancora in inverno, ma non vedo l'ora che arrivi la bella stagione per scendere giù».


Nella foto, Mario Cuzzetto insieme ad Umberto Eco

L’iniziativa solidale “La solidarietà é servita”, organizzata dall’U. S. Vibonese Calcio, ha preso il via ieri, 9 maggio, con tantissimi cuochi calabresi sparsi per la regione, che prepareranno per una settimana ben 7000 pasti da distribuire alle famiglie calabresi in difficoltà, attraverso la rete di volontari del Banco Alimentare Calabria.
Per la provincia di Cosenza, gli chef Michele Rizzo e Antonio Biafora, insieme alle loro brigate, hanno iniziato a preparare nelle cucine del ristorante Agorà di Rende i pasti giornalieri da garantire alla popolazione bisognosa, grazie alla solidarietà di Enti pubblici e molte aziende private calabresi che hanno donato generosamente i generi alimentari e il materiale necessario per la preparazione e la distribuzione.
“Come ha affermato il presidente regionale del Banco Alimentare, purtroppo la fame non va in quarantena - afferma lo chef Michele Rizzo -, soprattutto in questa drammatica situazione in cui ci ha relegato l’emergenza del COVID-19. Siamo felici di poter partecipare gratuitamente alla riuscita di questa importante iniziativa, perché in questo istante è importante poter garantire un pasto a tante persone che vivono in una condizione di indigenza improvvisa, oltre a chi è costretto a rivolgersi già da tempo alle mense per poveri. Insieme al collega Antonio Biafora, alla spontanea generosità dei nostri collaboratori in cucina, e a tanti altri bravissimi chef calabresi, ci siamo messi a disposizione di questo progetto solidale, prodigandoci per far avvertire il nostro sentimento di vicinanza sincera e concreta alle tante famiglie che, purtroppo, stanno vivendo un momento di grave difficoltà, con una pandemia sanitaria che si è trasformata presto in una pesante crisi socio-economica”.
Sino al prossimo 15 maggio, insieme allo chef residente dell’Agorà e ad altri suoi colleghi, collaboreranno in cucina anche Sebastiano Arrigo, Nicola Barbuto, Pietro De Grazia, Anna Kern, Achille Leone ed Emanuele Veneruci.

Giustonotizia 

 

GRIMALDI – La buona notizia, relativa alla convenzione siglata tra l’amministrazione comunale e il Centro per l’impiego di Cosenza, che prevede l’avvio di 13 tirocini d’inclusione sociale per disoccupati ex percettori di mobilità in deroga, è stata accolta con favore anche dal consigliere di minoranza Attilio Rino (Il Sogno per Grimaldi).
Nel sottolineare che la presenza dei tirocinanti servirà a garantire maggiori servizi alla comunità, Rino formula l’augurio che questa esperienza lavorativa possa trasformarsi per loro in un’attività stabile nel tempo.
«Grimaldi – dichiara il consigliere di minoranza - ha necessità dei tirocinanti. Con la loro attività essi apporteranno dei sicuri vantaggi alla comunità, in termini di servizi che andranno a svolgere. Il mio augurio è che per loro ci possano essere maggiori certezze per il futuro occupazionale, una vera e propria stabilizzazione. In questo particolare momento che stiamo vivendo, in cui per insufficienza d’organico alcuni servizi sono carenti - conclude Rino - la loro presenza sul territorio porterà senz'altro una boccata d’ossigeno».

 

GRIMALDI – È stata stipulata, nella mattinata di ieri, una convenzione che consentirà l’avvio di 13 tirocini di inclusione sociale rivolti a disoccupati ex percettori di mobilità in deroga.
Firmata presso la sede comunale dal sindaco Roberto de Marco e dal responsabile del Centro per l’impiego di Cosenza, Giovanni Cuconato, la convenzione consentirà ai tirocinanti di lavorare per l’ente e, nello specifico, di essere impiegati in progetti realizzati dall'amministrazione comunale che interesseranno vari settori. Si tratta, dunque, di un’opportunità lavorativa di inserimento sociale per gli interessati, ma anche di un’opportunità per il comune stesso e l’intera collettività che potranno trarre benefici dal lavoro svolto dai tirocinanti.

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