I sindaci del Savuto in riunione per dire "no" all'ordinanza Santelli. Diversi i contatti telefonici tra la nostra redazione e i primi cittadini. Gli amministratori stanno elaborando un documento comune, che sarà diffuso tra qualche ora,  per attenersi alle disposizioni emanate dal precedente decreto governativo.  Sui Social intanto impazzano i commenti dei vari schieramenti. Per alcuni sarebbe giusto poter aprire con le dovute cautele e precauzioni, per altri la decisione della Santelli vanificherebbe tutti i sacrifici percorsi in questa guerra al coronavirus.

 

Omar Falvo

“Santo Stefano di Rogliano non ci sta! Non vogliamo vanificare i risultati raggiunti fino ad oggi”. Dura presa di posizione del primo cittadino Lucia Nicoletti, che rimanda al mittente l’ordinanza emanata nella giornata di ieri dal presidente della Regione Calabria Jole Santelli. Il sindaco comunica alla cittadinanza che nel proprio Comune resteranno in vigore le norme dell’ultimo decreto governativo.


Pubblichiamo la nota diffusa pochi minuti fa dal gruppo "L'Arcobaleno".

«Si Informa la cittadinanza che a Santo Stefano di Rogliano continueranno ad essere in vigore le norme stabilite dall'ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri fino al 18 maggio e che non si applicherà l'Ordinanza appena pubblicata a firma della Presidente della Regione Calabria. Ci rendiamo conto del grande sacrificio ma è importante non vanificare i risultati raggiunti fino a questo momento!».

 

Omar Falvo

La compagine civica, guidata dal primo cittadino Giovanni Altomare, si dissocia "dall'improvvisa" ordinanza numero 37 emanata del presidente della Regione Calabria, che - scrive -"Contrasta con il decreto del Governo dello scorso 28 aprile". Ecco la nota integrale dell'amministrazione pubblicata sulla pagina facebook del Comune:

Avviso alla cittadinanza.
"Si avvisano tutti i cittadini che, in seguito alla improvvisa pubblicazione dell’ordinanza n. 37 del Presidente della Regione Calabria, in contrasto con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile, sul territorio comunale, fino a nuove ed ulteriori comunicazioni, sono valide le disposizioni del suddetto Decreto che regolano le aperture delle attività commerciali.
Pertanto, non è concessa l’apertura di attività come bar, ristoranti e/o altre, seppure all’aperto e nel rispetto delle normative igienico-sanitarie atte a limitare il contagio dal COVID19.
Questo per evitare di vanificare gli sforzi ed i sacrifici fatti, nelle settimane scorse, dalla comunità roglianese nell’arginare il contagio dal virus e per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica.
Grazie per la collaborazione a tutti i cittadini".

Dell’arte, si sa, è facile goderne, difficile è parlarne. Commentare la nuova opera scultorea “La donzelletta”, del maestro Telemaco Tucci, richiede, quindi, una buona dose di umiltà ed un grande amore per questo nobile mestiere, frutto di talento ed ingegnosità. La sopracitata creazione artistica vuole essere un omaggio al grande poeta recanatese Giacomo Leopardi, ed è stata commissionata appositamente per la rassegna artistico-letteraria“Il sabato del villaggio”. La statuina, disegnata con cura, brilla di luce propria.
Si rimane subito colpiti dalla figura stilizzata della giovane donna, il cui profilo è indefinito proprio per dare la possibilità ad ognuno di noi di riconoscersi in lei. Lunghi capelli castani le incorniciano il volto, dolcezza che propaga al suo cuore nell’atto di stringere al petto un mazzetto colorato di rose e viole.
La figura femminile, protagonista di molte opere del maestro Telemaco Tucci, proposta nella forma rigida di un manichino dai colori vivaci ed uniformi, viene collocata in uno spazio immobile, pacato, senza tempo. Forse sta a simboleggiare l’attesa che, come descrisse magistralmente il grande poeta, è spesso illusoria. Anche il momento più lieto, infatti, lo si percepisce con un velo di tristezza. Ogni cosa porta con sé il marchio dell’effimero, regna la consapevolezza della caducità della vita.
Le opere realizzate da Telemaco Tucci si rivelano sempre ricche d’inventiva, sono creazioni che suggeriscono racconti senza tempo. A volte provengono da uno spazio lontano, da ere che non ci appartengono ma che custodiamo animalescamente dentro di noi. Le sue creazioni ci convincono. Attendiamo dalla sua mente e dalle sue mani altri successi.

 

Con la redazione de "La Voce del Savuto" oggi parliamo del piccolo comune di Bianchi, nella valle del Savuto. I colori primaverili di questi giorni avvolgono il luogo e rendono il tutto coinvolgente.  Situato a 800 metri di altitudine circa,  circondato da boschi secolari e da montagne mozzafiato, il Comune di Bianchi  sorge ai piedi della Sila. Querceti e castagneti rendono fiabesche le tante frazioni che  delineano i contorni  del paese. Sobborghi meravigliosi costituiscono la linfa vitale di questo territorio magico. 

Un viaggio immaginario nel Comune di Bianchi

In pochi minuti arriviamo nella frazione di Murachi, dove una stradina costruita in pietra attira il nostro sguardo. Dopo una breve sosta,  giusto il tempo  di  assaporare un profumo genuino che giunge dall'aria circostante, raggiungiamo la frazione di “Serra di Piro”. Due le ipotesi che spiegano questo nome bizzarro:  la prima ricollega il posto al brigante Piro, che probabilmente si nascondeva in questo territorio. La seconda invece parla di una pianta di pero presente in questa frazione, e dalla quale venne creata la statua di Sant’Antonio.  In questo piccolo paradiso terrestre le tradizione e la storia rurale persistono al tempo e creano un vero e proprio museo a cielo aperto. Nel primo pomeriggio, in questo viaggio fantastico e con un pizzico di immaginazione,  ci spostiamo  nella località Censo, passando prima dalla frazione di Palinudo.

La grotta del brigante Bianco,  scrigno di storia

Visitiamo  anche Ronchi e Paragolio. Restiamo folgorati  dalla bellezza di questi agglomerati abitativi, che ancora oggi conservano le caratteristiche antiche. Case in pietra, scalinate, scorci unici e rari rendono il comune di Bianchi unico nel suo genere. Di notevole importanza, immersa nella fitta vegetazione e nascosta lungo il fiume Coraci, la grotta del brigante Pietro Bianco. Buon viaggio nei borghi del Savuto.

Servizio  a cura di Omar Falvo

 Sicuramente in questo periodo storico, con una vera e propria guerra al coronavirus, nemico invisibile che volteggia nell'aria e non solo, le difficoltà per tanti sono facilmente visibili. Diversi i decreti emanati del Governo per tentare di arginare un possibile crollo economico del nostro sistema Paese. Nella giornata di oggi è arrivata la telefonata di Alessandro Ventura, giovane albergatore di Camigliatello Silano. Abbiamo ascoltato con attenzione le sue parole.  Dalla sua voce si  percepiva una rabbia scandita da una forte delusione. Alessandro ha raccontato la sua storia,ai nostri microfoni, sempre con estremo garbo.

Ho circa 10.000 euro di bollette da dover pagare. La mia pratica risulta in attesa

"Ovviamente come tantissimi imprenditori ho avviato l'istanza per ottenere  i vari  aiuti previsti dai  decreti emanati, ovvero 600 euro. Attualmente la mia pratica risulta ancora in attesa", ha affermato il giovane imprenditore.  "Sai dovrei pagare circa 10.000 euro di bollette, considerate che le fatture da dover saldare della stagione invernale sono arrivate in queste settimane. Un periodo pregiudicato dalla poca neve, ma comunque con temperature rigide, che hanno causato un forte aumento dei costi", ha continuato Alessandro.

 Amo la mia terra, amo la mia Sila...cosa devo fare?

 "In questi giorni sono costantemente al telefono con le varie agenzie delle mie utenze per tentare di evitare il peggio. Amo la mia terra, amo la mia Sila, ma cosa devo fare?   Dovrò sicuramente attingere al prestito dalla mia banca, come previsto dai decreti, un tasso al 2%", ha concluso lo stesso.

 

Omar Falvo

È una delle fiction italiane più amate e più conosciute del piccolo schermo. Una caserma dei carabinieri, un prete-detective ( interpretato magistralmente da un grande Terence Hill), storie esilaranti, adrenalina, un occhio rivolto sempre alle tematiche della vita quotidiana, questo il miscuglio sorprendente  della serie Don Matteo. La fortunata fiction targata Lux Vide  sbaraglia la concorrenza anche con le repliche.  Abbiamo raggiunto sul set di Spoleto il regista Raffaele Androsiglio, durante le registrazioni per scoprire il fantastico mondo di Don Matteo.

 

Prima di tutto voglio ringraziarti Raffaele  per aver ospitato una nostra troupe sul set a Spoleto.

Grazie a voi, per noi è stato un grande piacere, poi ho letto i tuoi articoli su Don Matteo ( sorride ndr).

Vuoi parlarmi del tuo lavoro sul set?

È molto impegnativo, devi dare sempre il meglio, ma questo sarebbe facile se non avessi l’altra variabile.

Quale variabile?

Quella del tempo (sorride ndr). Nulla serve se non è inserito in un contesto industriale, seriale:  che poi alla fine è il nostro. Contemporaneamente devi pensare alla  fiction, al racconto, senza mai uscire dai binari della formula produttiva che ti è data.

Don Matteo è una fiction che porta la gioia in tante famiglie italiane, cosa puoi dirmi?

Può essere banale dirlo: si sente il peso della responsabilità. Si sente il peso  di parlare direttamente a milioni di persone. Oggettivamente è così (sorride ndr). Mentre noi giriamo pensiamo a loro, soprattutto ai bambini. Ovviamente anche in Don Matteo c’è la sofferenza e il dolore, non solo gioia, come nella vita. La cosa più importante? Alla fine trionfa sempre il bene.

Ricordi il tuo primo ciak?

Il primo ciak da regista è stato in Abruzzo.  Posso dire che tutte le cose che ora mi vengono automatiche all’epoca erano difficilissime per me ( sorride ndr).

Terence Hill sul set? Puoi dirmi  un aggettivo per Don Matteo?

Terence è semplicemente epico, non aggiungo altro. Per don Matteo non voglio usare un aggettivo, bensì una parola: è una favola bella.

Il tuo rapporto con Terence Hill?

Il rapporto con Terence Hill non è facile per un giovane regista.  In qualsiasi momento, durante i lavori,  tu hai la percezione di quanto lui ne capisca di più di tutti quelli che stanno sul set. Oltre 50 anni di mestiere fanno questo. Sono felice di poter  imparare da lui. Viva la fiction italiana.

Omar Falvo

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